Vero come la finzione e L’ ALTRA FACCIA DELL’ ANGELO

Qualche giorno fa ho visto un film del 2006 Vero come la finzione (Stranger than Fiction) diretto da Marc Forster. Storia molto originale, surreale con una buona regia e ottimi gli attori: Will Ferrel, Emma Thompson. Maggie Gyllenhaal. Si narra di un tale che scopre di essere il personaggio protagonista di un romanzo che una scrittrice sta portando a termine. Il brutto della faccenda è che questa donna ha fatto sempre morire i suoi personaggi principali. Ciò getta in uno stato di ossessiva paura il povero attore.

Questo film ha risvegliato in me il ricordo, non lontano, di alcune riflessioni e stati d’animo combattuti, che stavo alimentando mentre portavo avanti la storia del mio romanzo L’ALTRA FACCIA DELL’ANGELO.

Parlavo di un medico legale, colto e affermato, sofferente per conflitti interiori sopiti, diventati gravi ed ossessivi in seguito ad un lutto insopportabile. Ho cercato di costruire con cura questo personaggio, dandogli una forma psicologica plausibile, un retroterra personale apparentemente normale benché complesso.

Man mano che portavo avanti la vicenda e spostavo il mio personaggio, col suo carico di pensieri, in Turchia, mi andavo affezionando al lui: Elio. Lo edificavo, lo vestivo, gli mettevo in testa pensieri, interrogativi, e emozioni sotto la pelle, in bocca tanti parole e discorsi che faceva ad altre persone, in testa sete di conoscere, sapere, avere responsi da antichi oracoli ormai muti.

Siccome, andando avanti nelle pagine, nella mente di Elio e per le strade dell’Anatolia centrale, la vicenda si fa più drammatica, mi sono trovato sempre più a pensare che dovevo far morire il mio protagonista.

Lo avevo progettato fin dall’inizio, dalla traccia del romanzo. Ma nella seconda metà del testo cominciai a provare ansia, dubbi e patemi; mi sono talmente addossato i “problemi” di Elio che non riuscivo a dormire la notte.

È avvenuta una contaminazione tra una figura esistente solo nel mio immaginario e il mio vissuto personale. Mi sono domandato se Elio fosse una vera mia proiezione, ma di fatto, io non mi sentivo come lui; tuttavia averlo foggiato per fargli vivere un’avventura drammatica con l’intorno di parecchie oscure figure, paesaggi, rovine, cimeli archeologici mi ha davvero turbato, e ho desiderato proprio di distruggerlo.

Ma ora qui non dico che artificio ho escogitato, infine, per condurre al termine le traversie di questo mio fantasma per non togliere gusto agli eventuali lettori.schizzo.mum.3copert.centro

aletta destra

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