ominidi, scritori e non

Cinquanta anni fa, o giù di lì un mio amico, bravissimo disegnatore, mentre conversavamo seduti intorno al tavolo, in cucina, davanti ad un bicchiere di vino, disegnava, schizzava apparentemente sovrappensiero con una penna rapidograph su uno dei tanti pezzi di carta che stavano davanti a noi.

Ad un tratto il mio occhio fu catturato da una singolare sagoma di omino che andava prendendo forma nei tratti della china nera. Era una forma filiforme antropoide, uno schema umano grezzo e semplice che mi incuriosì molto.

Gli chiesi cosa fosse, mi rispose con un: boh, non so, roba così… da ridere…

Però conservai il disegno in una mia cartellina, e pochi giorni dopo presi a schizzare omini simili, tanti, a modificare, a migliorarne la forma secondo un mio schema. Li chiamai così: ominidi, e presi a disegnarne molti qua e là, anche a graffiarli sul muro di una soffitta che condividevamo in quattro amici. Li ambientavo in un tempo mitico, per me erano nostri giocosi antenati; ne inventai e disegnai pure la nascita da un’escrescenza di un terreno dei primordi. Qui ne metto alcuni e sono solo in bianco e nero

Ogni tanto, col passare degli anni mi capitava di schizzarne qualcuno, così sovrappensiero, come quel mio lontano amico, o di ficcarli in qualche angolo di un acquerello ironico.

Poi, è successo verso la fine dell’anno scorso, 2015, mi è preso il buzzo buono di mettermi lì a rifarne come ominidi scritori, come figure satiriche per lanciare qualche frizzo ironico sulle figure degli scrittori che conosco, abbastanza, un poco, così così: un mondo anche di amici, di colleghi, a volte cari, simpatici o vanesi ed ipereccitati, e al contrario, depressi e catastrofici, altezzosi o superbi, spesso sommersi da ubbie. D’altra parte questo mondo di scrittori, e in Italia sono tanti, vive una giustificata inquietudine visto il mal’andazzo dell’editoria e le vendite scarse. Così soffrono, ridono e sognano i miei ominidi scritori che ho disegnato con penna e matita nere e ho colorato, svolazzato con un programma grafico digitale. Poi li ho commentati e con un titolo scritto in un mio dialettaccio grammelot bastardo nordoccidentale.

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