I racconti della cassette

Non so esattamente come sia nato questo progetto di una raccolta di racconti dedicati a degli usuali contenitori quali scatole, cassette, borse e oggetti raccolti all’interno. Ma avevo un debito col passato.

Conosco una mia passione antica, le liste, gli elenchi, numerazioni, inventari & distinte; forse ho cominciato a sentirne il fascino fin da piccolo quando mia nonna o mia madre raccontandomi una fiaba inventavano e si dilungavano ad elencare i mobili e i contenuti di un castello, di una magica cassa o di una antica cucina ove si usavano tanti ingredienti e tutta una sfilza di esotiche polverine; talora succedeva che in una scatola per il cucito ci fossero otto bottoni rossi, venti bottoncini verdi, sette aghi grossi, dieci aghi sottili sottili, tre forbicine d’argento e tre d’oro, otto ditali d’ottone, quaranta gomitoli di quaranta colori diversi e via dicendo…

Tutti questi lunghi elenchi magici, modulati con voce monotona, erano sovente una specie di trucco fascinoso usato dagli adulti per addormentare i bambini.

Comunque il fascino lo sento forte ancora e non posso mai dimenticare François Rabelais e in Gargantua et Pantagruel il suo elenco comico, surreale dei libri della Biblioteca di San Vittore in Parigi, né le liste straordinarie di re e profeti presenti nella Bibbia, come nei poemi omerici, e poi quelli cavallereschi, eroicomici: schiere e nomi di guerrieri, armi, elmi e cimieri, alabarde e partigiane, spade, stocchi e sciabole, scudi e rotelle e via dicendo fino ad arrivare al contenuto delle mensole inferiore, mediana e superiore della credenza aperta dall’esimio sig. Leopold Bloom, nell’Ulisse di Joyce.

Ho letto, come ovvio anche “La Vertigine della lista” dell’egregio maestro Umberto Eco e per poco non svenivo.

Per cui all’inizio di questo anno, dopo un fitto periodo dedicato alla costruzione di oggetti polimaterici detti apotropaici, mi sono sentito quasi obbligato a disegnare, a scrivere, a raccontare finalmente di casse, cassette, scatole e degli oggetti contenuti.

Come avvenuto, in parte, per il testo illustrato “In viaggio con la capra”, terminato lo scorso anno e che sarà edito entro la fine del 2018, sovente ho prima disegnato, in uno stato di abbandono al subconscio, quindi ho scritto. Per ora ho compiuto cinque racconti.

Sono abbastanza soddisfatto, ma debbo dire che questo viaggio narrativo e particolare, va più a fondo nell’intimo e talora anche mi disturba perché nell’invenzione mi pare faccia affiorare varie mie parti spiacevoli, sgradite.

Però cerco di pacificarmi perché l’Arte narrativa come le altre Arti è anche uno strumento per conoscere, conoscersi, comunicare e comunicarsi, istruirsi e intrattenersi fruttuosamente.

Spero che le storie riescano tutte bene e piacciano, come ovvio.

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