Il RESTAURATORE DI ROBOT ed altri racconti

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È in uscita questo mio nuovo libro:

“IL RESTAURATORE DI ROBOT ed altri racconti”,

e voglio dire che ho escogitato il titolo di questa mia nuova raccolta di cinque racconti, d’accordo con l’editrice Sabrina Ferrero, di Nerosubianco, perché volevo creare curiosità, stimolare un uzzolo. I termini “restauratore” e “robot” non sembrano appartenere ad una stessa epoca; normalmente un tale che aggiusta robot non si dice che li restaura, verbo relegato ad azioni su oggetti antichi, ma li ripara: in genere è un ingegnere elettromeccanico, informatico.                                                                        Questi racconti sono nati di lontano, dai tempi dei miei sedici anni, in cui leggevo una montagna di romanzi di fantascienza all’anno. E l’estate passata, per rinverdire la mia antica passione ho cacciato fuori dagli scaffali uno spesso volume di racconti di Phil K. Dick.  Me lo sono divorato, riconosciuto il genio dell’autore, ho rinfocolato un vecchio innamoramento e mi sono chiesto perché non avessi mai scritto racconti di fantascienza… Sì, qualcosa a mezza strada avevo buttato giù, anche due volte per il concorso Lama & Trama, anche qualche altro pezzo lungo tra il fantastico e l’esoterico. Per cui la mia non domata passione per la scifi mi ha scaraventato sul pc a scrivere racconti che hanno per protagonisti dei robot, proprio in un momento storico rovente della loro evoluzione. Sui giornali del mondo si leggono sovente articoli, illustrati da curiose immagini di robot umanoidi, sui progressi dell’ingegneria robotica e delle paure, anzi terrori, suscitati dalla possibilità che i robot ad alta specializzazione sostituiscano tanta manodopera o meglio mano d’opera, mani e menti all’opera: operai, manovali, segretari, et cetera. Paure motivate, credo proprio.
Esiste un presupposto in questi racconti: i miei robot, di un futuro non lontano, sono macchine molto intelligenti e dotate di un imprintig di base, cioè obbediscono alle fondamentali Tre leggi della robotica scritte dal grande Isaac Asimov. Pressapoco le storie stanno così come troverete scritto nell’estratto o abstract:
Nel 2115 d.C., a Torino, un “automa sapiente”, editore di mestiere, si fa restaurare le fattezze rovinate dal tempo da un ingegnere del Museo dell’automobile mentre un ricco mercante si vede costretto a farsi costruire dalla J.P. Morgan Robotics un giudizioso doppio meccanico per elaborare un grave lutto famigliare. Un astutissimo e scurrile robot biscia salva una donna pilota disperatamente finita con la sua nave su un asteroide detto ”Questione morale”…  Sono cinque storie, anche ironiche, che hanno poco a che fare con la fantascienza supereroica & bellica: non sono altro che apologi, parabole o contes philosophiques che vestono una forma fantascientifica distopica per narrare e ipotizzare il rapporto tra l’essere umano e le macchine intelligenti fedeli alle tre leggi asimoviane della robotica.
La copertina del libro e pure le 11 illustrazioni che vi troverete entro sono opera mia. Non potevo risparmiarmi, lo “dovevo” fare: avevo bisogno di oggettivare i miei sogni, di renderli figure facce macchine ali spazi nuvole pianeti e robot.

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